Secondo una ben notanormativa europea, entro il 2005 ogni città deve provvedere al raccoglimento e al trattamento delle acque reflue urbane che, se non adeguatamente depurate, rappresenterebbero un rischio per l’uomo e per l’ambiente.
In particolare, questa legge introduce l’obbligo di un trattamento secondario per le acque reflue provenienti da agglomerati con un numero di abitanti compreso tra 10 mila e 15 mila e per gli scarichi di aree sensibili, come acque dolci ed estuari, provenienti da agglomerati con un numero di abitanti compreso tra 2000 e 10 mila.
Purtroppo, da un’analisi effettuata dalla Commissione europea, il nostro Paese non ha provveduto a mettere a norma i suoi comuni, dotandoli di adeguati depuratori.
La situazione coinvolge 817 comuni di tutte le regioni, Veneto compreso.
Come non bastasse, anche nelle aree sensibili di diversi centri urbani non vengono applicati trattamenti abbastanza rigorosi.
Al fine di raggiungere l’adeguamento con gli standard europei e una maggiore sicurezza nelle nostre città in fatto di depurazione e trattamento delle acque, ci auguriamo che vengano adottate al più presto adeguate misure per porre rimedio a questa situazione.